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TFR

By ottobre 16, 2025 No Comments

Un nuovo approccio per gestire parte del debito aziendale.

Il TFR rappresenta un debito dell’azienda verso il dipendente che si rivaluta ogni anno nella misura del 1,5% + 75% dell’inflazione.

Spesso le aziende lo considerano un “tesoretto”, ovvero, erroneamente, una forma di autofinanziamento; in verità piuttosto costosa negli ultimi anni.

Il trasferimento del TFR in un fondo pensione comporta dei vantaggi al dipendente quali una minor tassazione finale ecc.

Qui vediamo brevemente quali sono i benefici economici e fiscali per l’azienda:

1) ridotta imposizione fiscale
dal 4 al 6% del TFR annuo destinato al fondo può essere dedotto dall’imponibile

2) diminuzione del costo del lavoro
l’azienda non deve più versare lo 0,20% al Fondo di Garanzia INPS sul monte stipendi

3) de contribuzione oneri impropri
esonero dal versamento dei contributi per assegni familiari, maternità e disoccupazione sullo 0,28% del monte stipendi.

Ma soprattutto

l’azienda non deve più rivalutare la quota TFR in quanto la quota di TFR destinata al fondo non è soggetta all’obbligo di rivalutazione obbligatoria ( 1,5%+ 0,75% indice ISTAT)

Vantaggi per l’azienda: un esempio numerico

15 dipendenti e monte stipendi annui lordo di 300000€ . Il TFR da versare al Fondo Pensione è 20730€. Il beneficio immediato è di 1393€.

Inoltre la mancata rivalutazione del TFR nel tempo è rilevante.

Ipotizziamo inflazione del 1%, rivalutazione annua pari al 2,25% e tasso di crescita del monte retributivo del 0%. Avremmo nel 2025 un risparmio di 387 € nel 2026 781€ per arrivare al 2030 con un risparmio di 6378€ , al 2035 22997€ ed al 2040 51273 €.

Sottraendo gli accantonamenti e le rivalutazioni future, l’azienda ottiene un miglioramento del rating ed una gestione finanziaria più semplice e prevedibile.

marcobiagioli1962@gmail.com

Marco Biagioli

Author Marco Biagioli

Marco Biagioli, consulente finanziario e pubblicista, collabora a diverse testate finanziarie. tel 3483856053

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