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Promotori, una specie in evoluzione

By aprile 20, 2014 No Comments

Il progresso e il cambiamento nella professione.

Non ci sono dubbi: gli ultimi anni hanno determinato una grande accelerazione verso l’evoluzione e il cambiamento nella figura del promotore finanziario. Tecnologia, automazione, bombardamento di informazioni priveall’origine del requisito essenziale della selezione, adattamento della mente a strategie di tipo quantitativo.
Esaminiamo come i professionisti raccoglieranno queste sfide complesse.
Non è la specie più forte che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più ricettiva ai cambiamenti. Charles Darwin (1809-1882).
Le innovazioni tecnologiche, nel corso del tempo, hannoinevitabilmente modificato il lavoro del promotore finanziario: la giornata-tipo del 1990, senza l’uso di cellulari e computer, era completamente diversa da quella attuale. È avvenuto un graduale e forse incompleto adattamento alla nuova situazione. Oggi è richiesto un ulteriore passo in avanti.
Eppure l’essere umano è sempre lo stesso.

Il cervello elabora quotidianamente, in maniera nonrazionale, le informazioni provenienti dalle fonti più variecome banca, convegni, giornali e colleghi. Le variabili capaci di influenzare il processo decisionale sono, fra le altre, le esperienze pregresse, le proprie convinzioni, il contesto di riferimento, il formato di presentazione delle informazioni, ma anche incompletezza, overconfidence, ancoraggio. Infine, spesso si è chiamati ad assumere una decisione sotto stress, ovvero in tempi ristretti e talvolta persino in contrasto con i propri desideri obiettivi. Tutto ciò presta inevitabilmente il fianco a fisiologici errori.
La mente che elabora narrazioni del passato è un organo volto a ricavare un senso dalle cose; da qui la relativa fallacia della narrazione che sorge dal continuo tentativo di comprendere il mondo, i mercati, i gestori e altre figure.

“Ogni volta che possiamo sostituire ad un giudizio umanouna formula, dovremmo almeno prendere in considerazione l’idea di farlo”. Kahneman.

La strada maestra costituita dalla pianificazione e dalla ricerca della relazione è sicuramente di aiuto, ma è sempre più richiesta un’assistenza capace di fornire risposteconcrete all’esigenza di avere un andamento regolare deiportafogli. Un vecchio detto degli agenti di borsa sosteneva che i clienti vanno tenuti a bagno altrimenti scappano: il “compra e tieni” per mantenere i rapporti. È importante insegnare a nuotare per evitare di annegare; ma perfezionarsi per vincere le gare è un obiettivo migliore, più giusto e degno di essere raggiunto.
In altre parole, fuor di metafora: il lavoro del promotorenon può basarsi esclusivamente sulla relazione, per svincolarsi dall’andamento della equity line del portafoglio.

Oggi viene in aiuto la cultura della gestione dei fondi tramite modelli quantitativi: per comprendere meglio il passaggio può risultare proficuo un parallelo con l’avvento della robot car. Il viaggio con questa automobile può apparire senza dubbio noioso alla nostra mente creativa, ma è scientificamente dimostrato come esso sia il migliore possibile. L’auto robot è dotata di sensori e di un’intelligenza artificiale in grado di controllare la vettura e replicarele scelte che effettuerebbe un essere umano per districarsi nel traffico: reagisce più rapidamente, vede a 360 gradi, non si distrae, non ha colpi di sonno, né assume droghe o alcool. Elabora la traiettoria ideale in curva, individua inanticipo le asperità del fondo stradale, mantiene sempre ilcentro della carreggiata e la giusta distanza di sicurezza. Il tutto senza fatica e per l’intera durata del viaggio.
L’uomo può pensare di competere con il robot a tratti, ma risulterà sempre perdente sulla lunga distanza, dal momento che la nostra guida è senz’altro diversa.

Recenti studi hanno applicato ai fondi comuni le logiche valide per altri strumenti finanziari, come le azioni o le opzioni. Ciò consente di avere segnali tecnici che permettono di gestirne razionalmente la selezione e l’andamento: l’effetto sarà quello di ottenere una equity line dalla volatilità contenuta per ogni portafoglio. Possiamo dunque affermare che la gestione dei portafogli con metodi quantitativi costituisce il corrispettivo della guida con l’auto robot.

Se il passeggero ha mal di testa, il promotore-autistaprocederà a bassa velocità con fondi obbligazionari. Il promotore evoluto, grazie agli algoritmi, garantirà ulteriori controlli, con effetti migliorativi sulla equity line.
Si può quindi uscire dalla logica del lungo terminecome risposta al cattivo andamento del fondo, spesso usata per “spiegare” la volatilità del portafoglio L’algoritmo si sostituisce alla discrezionalità del comportamento umano che è soggetto ad inerzia decisionale ed a trovarsi in ritardo nello sfruttare un trend di mercato. I segnali tecnicidi uscita dal mercato azionario, arrivati nel maggio 2007, oppure quelli di mantenimento dell’azionario USA per il 2013, battono statisticamente le scelte personali.

Non si possono modificare i dieci comandamenti biblici per il fatto che gli uomini li violano sistematicamente. I comandamenti resistono, ma nel frattempo gli uomininon hanno mai smesso di peccare e lo fanno deviando sistematicamente dalle regole di buona condotta.
Legrenzi

Il vero eroe è colui che si adatta.

Marco Biagioli

Author Marco Biagioli

Marco Biagioli, consulente finanziario e pubblicista, collabora a diverse testate finanziarie. tel 3483856053

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